Finalmente Camargue. Ci siamo persi in una terra dove la natura detta ancora le sue regole selvagge.

Scegliendo come base la splendida Saintes-Maries-de-la-Mer – una vera e propria città-isola dove il Rodano sposa il Mediterraneo – ogni nostro spostamento si è trasformato in un'emozione visiva indimenticabile.

I contrasti di questa terra sono incredibili. Da un lato la pace senza tempo della spiaggia infinita, la stessa che folgorò Vincent van Gogh ispirando le sue celebri tele sulle barche dei pescatori; dall'altro la meraviglia del parco ornitologico de Pont de Gau, dove abbiamo ammirato da vicino centinaia di fenicotteri rosa librarsi in volo sopra gli stagni con un’eleganza rara. Ma il momento più adrenalinico e poetico è stato senza dubbio vedere i leggendari cavalli bianchi correre liberi nell'acqua, sollevando schizzi d'argento sotto il sole, mentre i fieri tori neri osservavano a distanza.

Le nostre giornate cominciavano a farsi magiche verso sera, davanti a tramonti infuocati che tingevano le paludi di oro, rosa e porpora, in un silenzio interrotto solo dal vento. E poi, al calare del sole, ci stringevamo attorno alla suggestiva chiesa-fortezza che, dall'alto, sembra vegliare da secoli sulle paludi circostanti.

Un'esperienza profonda, di quelle che ti cambiano dentro.

La consiglio a chiunque sia alla ricerca della libertà autentica

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