Benvenuto!
Avrei voluto incontrarti, ma poi ho preferito scrivere.
Sul sito dove siete arrivati, ho raccolto alcuni dei miei scritti facilmente consultabili nelle varie sezioni del sito-web.
Divulgo quanto i miei sensi e miei pensieri hanno percepito in oltre mezzo secolo di vita vissuta prevalentemente a Reggio Calabria, ma anche a Firenze, Caserta e Bruxelles. I tanti viaggi mi hanno consentito di poter accrescere le conoscenze e di saldare gli affetti familiari.
Ho pubblicato quattro libri e collaborato alla stesura di altri.
Buona navigazione!
Affrontare il problema delle campagne di cattiva informazione richiede un approccio integrato che coinvolga istituzioni, cittadini e media. Solo promuovendo un giornalismo trasparente, incoraggiando la partecipazione attiva e raccontando storie positive si potrà riscattare l’immagine di ogni territorio e favorirne lo sviluppo economico e sociale.
Le campagne di cattiva informazione hanno conseguenze profonde sull'immagine e sullo sviluppo di ogni luogo, generando effetti economici, sociali e politici di vasta portata. Questo fenomeno non solo perpetua stereotipi negativi, ma alimenta anche un clima di sfiducia verso le istituzioni e indebolisce il tessuto sociale. Per affrontare efficacemente il problema, è fondamentale distinguere tra critiche costruttive, che evidenziano problematiche reali e offrono soluzioni, e attacchi strumentali volti esclusivamente a screditare la città metropolitana e il suo territorio montano.
Un primo passo è favorire un giornalismo indipendente e trasparente. La dipendenza economica dei media da finanziamenti politici o pubblicitari spesso compromette l’integrità editoriale, trasformandoli in strumenti di propaganda. Per contrastare questa tendenza, è essenziale promuovere fondi e incentivi per testate locali indipendenti, in modo da creare un ecosistema mediatico che operi senza condizionamenti. Inoltre, richiedere maggiore trasparenza sulla proprietà dei mezzi di comunicazione aiuterebbe a individuare eventuali conflitti di interesse. Parallelamente, programmi di educazione mediatica potrebbero sensibilizzare i cittadini a riconoscere le fake news e a comprendere le dinamiche della disinformazione.
Il mio cammino verso Santiago non è stato soltanto un attraversare sentieri, ma un avanzare interiore, dove il cuore spesso arrivava prima dei piedi. Ogni passo ha aperto uno spazio nuovo, ogni fatica ha rivelato una parte di me che taceva, ogni incontro ha lasciato un segno lieve ma duraturo. Ho imparato a camminare con ciò che basta, lasciando indietro il superfluo come si lascia cadere un peso che non serve più. Quando, dal monte, ho visto per la prima volta la Cattedrale, ho capito che quel momento non apparteneva solo al viaggio, ma a una lunga storia che mi precede.
Il Ponte sullo Stretto può anche essere un’opportunità, ma oggi serve a coprire un tradimento. Non si può dire "sì" alla sfida tecnologica nel mare e poi rassegnarsi al nulla sulla terraferma. Il potere politico ed economico ha deciso che il Ponte è la vetrina del Paese, l’opera da copertina che attira capitali e visibilità. Ma questa solerzia si ferma un istante dopo lo sbarco: per la Locride e la costa ionica non c’è la stessa fame di futuro, solo l’eterna promessa di qualche rattoppo sulla vecchia statale.
Quando il valore supera il successo, un premio diventa un modo per riconoscere ciò che resta. Il Premio Girolamo Tripodi 2026 per me è stato questo: un momento in cui la memoria di un uomo che ho incontrato una sola volta, ma abbastanza per capirne la statura, si è intrecciata con la qualità umana dei premiati.
Tra loro, il mio pensiero va al magistrato Pietro Gaeta: una figura il cui prestigio nasce dalla serietà e dal senso di responsabilità. La sua presenza onora la sua storia personale e anche la comunità reggina alla quale resta legato, pur vivendo a Roma. In lui, come in altri, il valore non è un traguardo: è un modo di stare al mondo.
Non lo avevo visto in fotografia: mi sono fidato, come sempre, di chi mi ha portato. Forse è per questo che l’impatto è stato così forte. Davanti a noi una distesa rosa che cambia tono con la luce, resa così dall’altissimo contenuto di sale e da particolari alghe che, con il sole, intensificano quel colore quasi irreale. Il Lago Masazir: tra le tappe più sorprendenti del nostro tour familiare nei dintorni di Baku.
Buona Pasqua.
La pace non si attende: ci si mette in cammino per andarle incontro. Un passo dopo l’altro, la speranza smette di essere un’idea e diventa direzione. Il cammino è la quotidiana via crucis che tocca percorrere per giungere alla Resurrezione: non un rito, ma la fatica concreta di avanzare quando sarebbe più semplice restare fermi.
Recentemente la visita alla parrocchia di San Giovanni Nepomuceno di Reggio Calabria mi ha fatto ritornare alla mente quando scesi, nei pressi di Cracovia, nella Miniera di Wieliczka, patrimonio UNESCO dal ’78. Questo luogo mi aveva accolto nei suoi 300 km di gallerie, 3000 grotte fino a 327 metri. Gli 800 scalini del percorso lasciavano un’aria salmastra, un soffio fresco che mi stringeva il petto ma dava tanto entusiasmo. Non dimenticherò mai lo stupore provato quando entrammo nella Cappella di Santa Kinga: 12 metri d’altezza, 18 di larghezza, 54 di lunghezza, tutto in sale grigiastro del XIII secolo.
Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.